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LA TUSCIA

Noi ci soffermeremo nel prendere in considerazione l'ampia zona intorno a Ronciglione (VT), ma il territorio della Tuscia, termine usato dai latini per indicare la Terra degli Etruschi, si estende su tutta la provincia di Viterbo. La vicinanza a Roma (50 min. da Viterbo) ed alle più importanti città d'arte e luoghi d'interesse dell'Italia Centrale, la rendono ottima base per programmare incontri d'ogni genere. Il contesto storico-artistico-naturalistico di questo territorio consente di organizzare particolari momenti d'incontro nel pieno relax di una natura ancora incontaminata, altrettanto bella di quella umbro-toscana.
Molte le possibilità di escursioni ed attività per ogni tipo d'interesse: con visite ai più importanti siti archeologici etrusco-romani, a ville palazzi e parchi del '500 italiano, ad arroccati ed antichi borghi etrusco-medievali; con passeggiate lungolago o nelle fitte faggete dei Monti Cimini; con degustazioni di ottimi prodotti tipici locali in suggestivi ambienti; con rigeneranti bagni e terapie termali.
In questi luoghi si sviluppò l'antica Civiltà Etrusca la cui storia è ripercorribile nelle più importanti necropoli etrusche come quelle di Tarquinia, Tuscania, Castel d'Asso, Norchia, Sutri ed attraverso i preziosi reperti conservati nei musei del viterbese e le numerose testimonianze d'epoca romana come a Ferento e Sutri, bellissimi ed importanti esempi di Chiese romaniche, barocche e Abbazie cistercensi.
Sorgono arroccati Castelli medievali, Ville rinascimentali e Palazzi cinquecenteschi con i loro rari esempi di giardini all'italiana, opere dei più illustri artisti italiani e dei più potenti committenti.
Antichissimi e solitari borghi arroccati continuano a vivere, conservando storia, tradizione e magiche atmosfere. NUmerose sorgenti da cui sgorgano le calde acque termali, ricche di molteplici proprietà, a cui già gli antichi romani erano particolarmente legati, e che oggi confluiscono in organizzati centri termali con tutti i comforts e specialità di cure.
Parchi, laghi, boschi e Riserve Naturali protette consentono le più varie attività sportive quali equitazione, trekking, passeggiate a piedi e circuiti in mountain-bike, vela, wind-surf, percorsi naturalistici per non vedenti.
La cucina tipica locale offre ancora oggi antiche ricette e piatti genuini, capaci di stuzzicare anche i palati più attenti.

RONCIGLIONE

È uno dei più importanti paesi del sistema collinare dei Cimini, nelle immediate adiacenze del lago di Vico, che occupa un cratere vulcanico inserito in una riserva naturale da "piccola Svizzera", tra vaste coltivazioni di noccioleti. L’abitato presenta un duplice volto urbanistico: da una parte i due borghi antichi (di Sopra e di Sotto) segnalati dal medievale campanile della Provvidenza; dall'altra, la città farnesiana (Paolo III nella prima metà del Cinquecento ne fece la seconda capitale del ducato di Castro), più ariosa e moderna, percorsa da una lunga via su cui s'apposta la monumentale porta Romana, attribuita al Vignola.
Ronciglione è nota nell'intera regione per il tradizionale Carnevale, nel cui cartellone è inserita l'originale corsa "a vuoto" dei cavalli senza fantino. Nei borghi medievali, tra vie e piazzette di rara suggestione, si ammirano la chiesa della Provvidenza, dei primi secoli del Mille, con resti di affreschi quattrocenteschi, e un elegante campanile (del XII-XIII sec.) a tre piani di bifore, e i resti della chiesa di Sant'Andrea il cui campanile si fa risalire al XV secolo.
Luoghi d'incontro della città "nuova" sono la piazza della "Nave" e quella del Comune, dove si affacciano il cinquecentesco palazzo comunale e il Duomo, al cospetto di un'elegante fontana vignolesca decorata da unicorni e gigli farnesiani. Poco più arretrati, alla destra del Duomo, si vedono i ruderi del castello della Rovere (in desolante abbandono) con quattro torri cilindriche.
Il duomo si propone in apprezzabili forme barocche dovute agli interventi del Rainaldi; l'interno custodisce una tavola settecentesca del Trevisani raffigurante l'Assunta, un trittico tardo-gotico del viterbese Gabriele di Francesco (Salvatore tra la Madonna e San Giovanni Battista), una Madonna col Bambino e Santi (tavola attribuita alla scuola di Giulio Romano) e una pala settecentesca del Ghezzi (Madonna del Rosario). Nella parte sud del paese si nota la chiesa di Santa Maria della Pace ristrutturata alla fine del Cinquecento; il pregevole altare barocco, con un affresco della Vergine, è affiancato da una pala settecentesca di Sebastiano Conca (Madonna e San Francesco di Sales), considerata la migliore pittura dell'epoca esistente nel Viterbese.
A un paio di chilometri, lungo la strada per Roma, si intravede la chiesetta romanica di Sant'Eusebio risalente al VII secolo: nell'interno (a tre navate con colonne sormontate da arcaici capitelli) si conservano alcuni affreschi, tra cui l'Ultima Cena (forse del XII secolo), Redentore benedicente tra gli Evangelisti (XIII secolo) e una quattrocentesca Madonna col Bambino tra i Santi Eusebio e Stefano (aggiunte nel XVII secolo) ... Nei pressi della chiesa correva un "diverticolo" della strada dei pellegrini.

Sensory View - Ronciglione e il Lago di Vico

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